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Date: 19/03/2010
HAYDN - The Creation

Julia Kleiter (soprano). Maximilian Schmitt (tenor), Johannes Weisser (bass); RIAS Chamber Choir/Hans-Chrisoph Rademann; Freiburg Baroque Orchestra/René Jacobs
Harmonia Mundi


Dopo aver ampiamente esplorato l'universo operistico mozartiano, il direttore belga ritorna alla Wiener-klassik affrontando uno dei grandi capolavori dell'ultimo Haydn e uno dei capisaldi nella storia del genere oratoriale. Basato sull'episodio biblico della Genesi, l'Oratorio La Creazione può essere considerato uno dei più affascinanti esempi del sublime musicale, all'epoca oggetto di profonde disquisizioni filosoficoestetiche, come dimostrano le teorie di Johann Georg Sulzer: «L' effetto del sublime [ ... ] vi trasporta e si impossessa dell'anima senza che sia possibile opporvi la minima resistenza [ ... ]. Il sublime è, per conseguenza, il culmine dell'arte e deve essere impiegato laddove si tratta di interpellare il sentimento con violenza, di suscitare l'ammirazione, il timore mescolato al rispetto, il desiderio più forte, la grandezza dell'anima o ancora il terrore e la pietà ». Gli episodi biblici legati alla creazione della luce e delle tenebre, degli astri del firmamento, della terra e del mare, degli animali e dell'uomo rispondevano pienamente, dunque, ai requisiti richiesti per un' esperienza che travalicava ampiamente i limiti della fruizione artistica. Dal punto di vista stilistico-compositivo, poi, l'opera haydniana rappresentava il definitivo superamento dello stile italiano (con la sua sistematica successione di recitativi e arie), assai in voga nei territori asburgici, approdando invece - non senza l'esempio delle analoghe composizioni handeliane - a un affresco assai più composito, articolato in grandi cori contrappuntistici, recitativi secchi ed accompagnati, arie, duetti e terzetti sulla base di un tessuto orchestrale di notevole spessore (come dimostra la stessa Introduzione, in Do minore, imperniata sulla geniale rappresentazione del caos), fornendo così un modello imprescindibile per le generazioni successive (non a caso gli Oratori di Haydn saranno uno dei punti di riferimento nell'ambito dei grandi festival musicali organizzati nel corso dell'Ottocento).
Anche per questo La Creazione è sempre stata adeguatamente valorizzata dalla produzione discografica, culminando con le incisioni firmate da Karajan, Böhm, Bernstein, Kubelik, Solti, di assoluto riferimento per splendore timbrico, grandiosità di concezione, organicità, bellezza e sensibilità vocale. Per chi ama quelle edizioni ormai « storiche », questa di Jacobs potrà sembrare un po' avara di seduzioni, nonostante la prova superba offerta dai complessi vocali e strumentali (questi ultimi con strumenti d'epoca): la spigolosità di alcuni fraseggi, la densità di certe tinte (pur con le sonorità piuttosto asprigne degli archi), la mancanza di autentico mistero in certi passaggi (come nell'episodio della divisione della luce dalle tenebre, nella sezione conclusiva della prima parte), non possono non contrastare, talvolta, con la fluidità e la levigatezza delle precedenti esecuzioni sopra menzionate. In ogni caso numerosi sono anche qui i motivi di interesse, a cominciare dalla realizzazione assai variegata del basso continuo (con fortepiano) nei recitativi, per proseguire con la granitica compattezza ed incisività dei cori, con il vero e proprio virtuosismo strumentale (straordinaria, al riguardo, l'intera sezione dei fiati), tale da rivelare non pochi preziosi dettagli, finora mai emersi in modo così efficace e suggestivo.
Di grande livello la prova fornita dal soprano Julia Kleiter, dotata di una voce limpida e fresca, oltre che sensibile e partecipe nei momenti più lirici e meditativi. Di tutto rispetto per scioltezza e sensibilità anche l'approccio del tenore Maximiliam Schmitt, mentre il basso Johanne Weisser, pur dotato di una voce calda e suadente, è parso piuttosto limitato in potenza. Come accennato, la concertazione di Jacobs ha privilegiato gli aspetti affermativi, energici e frizzanti, senza però sacrificare i momenti più introspettivi o certi delicati indugi (di impronta quasi liederistica), ma imprimendo ovunque una vitalità e una energia affatto trascinanti e coinvolgenti (pur nel rispetto degli equilibri complessivi), assai efficaci soprattutto nei grandi numeri corali e nei pezzi d'insieme (come il bellissimo duetto con coro della terza parte « Von deiner Gütt’, o Herr und Gott »). All'elegante cofanetto è allegato un suggestivo DVD comprendente un documentario sulle prove di registrazione, con i commenti del direttore, dei cantanti e dei tecnici. Notevolissimo anche il libretto comprendente note molto ampie, il testo dell'Oratorio (in tre lingue) e diverse immagini d'epoca.
Claudio Bolzan - Musica, marzo 2010
 
René Jacobs follows up his earlier highly successful recording of The Season with one of Haydn's other major oratorio, founded, like its predecessor, on the highly dramatic sounds of the Freiburg Baroque Orchestra. Nowhere are these more vividly deployed than in the opening Representation of Chaos in what, at the time of The Creation's premiere in 1798, must have seemed an overwhelming extremity of writing. Throughout Jacobs is alert to the music’s detail, to its harmonic significance and sense of movement, and there are some delightful small cadenza-like flourishes from his fortepiano continuo player. Only in the grandly structured choruses is there a lack of a sense of dynamic build achieved through sense of direction, though the RIAS Chamber Choir is notable for its consistent refinement of tone.
The scale of singing of all three soloisrs matches well with that of the performance as a whole. Johannes Weisser's relatively lightweight bass provides a keen focus on the work's text. Maximilian Schmitt's tenor is direct and vigorous. More uneven is Julia Kleirer's soprano, occasionally a bit thin in tone and not always smack in the centre of the note; her coloratura is also inexact. The soloists do deploy, however, an occasional and delicate use of decoration.
The sound is impeccably clear and well balanced, affording a fine overview of the sound-picture while allowing the listener to home in on the finer detail of every aspect of Haydn’s miraculous writing.
George Hall – BBC Music Magazine, December 2009



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