Date: 30/10/2009
Un`ottima annata
Il 1986 fu un anno importante per la musica di Arcangelo Corelli. Dal 4 al 7 settembre a Fusignano, si svolse il Quarto Congresso Internazionale di Studi Corelliani, di cui nel 1990 l'editore Olschki di Firenze avrebbe pubblicato gli atti, a cura di Pierluigi Petrobelli e Gloria Staffieri. A quel congresso non intervennero solo illustri musicologi, ma anche alcuni musicisti: conoscitori e assieme "pratici" della musica di Corelli. Tra di loro c'erano anche Enrico Gatti, violinista e maestro di Concerto dell’Ensemble Aurora, in quello stesso anno fondato (Riflessioni di un esecutore sulle sonate a tre di Corelli), e Guido Morini, continuista all'organo e al clavicembalo del medesimo gruppo (Cenni sul basso continuo in Italia nel XVII secolo). Il Convegno fu chiuso, al Teatro Moderno, proprio da un concerto dell'Ensemble Aurora: che vide, a fianco di Gatti e Morini, altri specialisti della musica barocca interpretata su strumenti d'epoca, Luigi Mangiocavallo (violino), Roberto Gini (violoncello) e Luciano Contini (arciliuto). Furono eseguite sette Sonate a tre di Corelli tratte dalle opp.I, II, III, e IV. Sempre in settembre e poi in novembre, il gruppo si riunì a Bologna e Firenze per registrare il suo disco d'esordio: un primo volume di Sonate a tre di Corelli, pubblicato in lp e in cd da Tactus in quello stesso anno. A cui fece seguito un secondo volume (lavori sempre tratti dalle opp. I II, III, e IV), registrato nel maggio del 1988 a Bologna e pubblicato, ancora da Tactus, nel 1990. Al tempo Gatti aveva 35 anni, con il suo dittico discografico non solo realizzava un'importante svolta nell'interpretazione della musica di Corelli; di più, proponeva un modello esemplare di intendere, affrontare e realizzare l'interpretazione della musica barocca in senso lato. Un metodo di lavoro che emancipava la produzione discografica al ruolo di terminale ultimo di un serrato lavoro di ricerca storica, di riflessione artistica e d'immedesimazione con l'estetica, il gusto, il contesto storico che aveva visto nascere una specifica composizione.
Anche il booklet, firmato dallo stesso violinista, che accompagnava la prima edizione del secondo volume (una sintesi dell'intervento compiuto al Convegno di Fusignano), rimane un esempio per la maniera con cui introduce all'ascolto e testimonia la serrata trama del puntiglioso lavoro compiuto dal gruppo. Citando scritti d'epoca, Gatti poneva attenzione ad alcuni aspetti tecnici di prassi esecutiva, dichiarando il suo credo nell'analisi incrociata delle fonti storiche. Scriveva, tra l'altro, dell'importanza della ricerca di un suono stilisticamente adeguato che non fosse crudo, ma piuttosto dolce, trasparente, espressivo; di una condotta economica e particolarmente organizzata dell'arco; della leggerezza del polso e del suo controllo capillare; della necessità di una impeccabile unione dell'arco alla corda; del fatto che la "messa di voce" fosse un fatto d'intensità e non di velocità dell'arco; di come la danza dovesse essere una fonte d'ispirazione ritmica; di varie soluzioni di vibrato; di un'ornamentazione oculata e parsimonia, calibrata sulla dimensione della sonata a tre (che è un incontro di solisti) e quindi differente da quella della sonata a solo.
In seguito Gatti sarebbe di nuovo tornato alla musica di Corelli, registrando nel 1996/1997 per Arcana l’intera opera III: un’edizione che, non solo per la completezza e organicità, può dirsi superiore. Eppure quei due volumi realizzati per Tactus possiedono un significato particolare che si somma al loro valore intrinseco, ancora del tutto attuale: quello di un segnale importante e di qualità giunto dal nostro paese in un momento in cui il panorama italiano della musica antica su strumenti d'epoca si dimostrava ancora in ritardo rispetto a quanto di buono veniva compiuto oltre frontiera. Fu un cambio di rotta: di lì a poco i musicisti italiani sarebbero partiti alla conquista del mercato internazionale su strumenti originali.
Nel corso del tempo, Tactus ha più volte ripubblicato i due volumi di Sonate a tre, riorganizzando la sequenza d’ascolto. L’ultima edizione risale al 2004/2005: è disponibile anche sul sito della stessa casa editrice, www.tactus.it
Amadeus, ottobre 2009
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